il ciclo delle 4 i

//il ciclo delle 4 i
il ciclo delle 4 i2018-06-07T16:07:15+00:00

il ciclo delle 4I evidenzia in maniera importante quanto sia fondamentale l’assunto del cambiamento.

 

 

il confronto con la realtà permette alle persone dell’organizzazione di mantenere un atteggiamento intelligente verso il cambiamento.

cosa significa intelligente? significa decidere la causa-attività delle nostre idee per mettere in gioco la creatività delle conseguenti azioni, l’ingegnosità. significa asserire che in ogni essere umano c’é il genio, il principio creativo per la crescita collettiva; tale assunto intende ogni persona uguale nella propria capacità intellettiva per la qualità del proprio risultato umano.

é qui che nasce la reale innovazione, ossia il portare idee nuove per azioni nuove capaci di ottenere metodicamente risultati di alta qualità umana in continua crescita. permette di essere cambiamento nel cambiamento, di essere individuo nella collettività, di essere particolare nella prospettiva.

la conseguenza finale é il valore che muove le organizzazioni verso il miglioramento della civiltà: l’intraprendenza.

persone consapevoli di creare le condizioni e di chiudere i cicli per generare un confronto positivo, motivante e scomodo col risultato creano organizzazioni simbiotiche, sincronizzate e sinergiche verso l’asintoto dell’eccellenza, ossia del miglioramento continuo, a prescindere dal risultato stesso.

sono le organizzazioni pro-attive e determinate a crescere in un mercato sempre più veloce, impulsivo ed incerto e, conseguentemente, di grande prosperità per chi, realmente ed eticamente, genera il profitto, il benessere per tutti.

non accettare il cambiamento, come visto prima, predispone una mal attitudine a non mettere in gioco l’intelligenza da parte della persona e della relativa organizzazione.

si rifiuta la realtà, si rifiuta il miglioramento come valore scomodo essenziale per il benessere personale e collettivo, ci si toglie dal centro per mascherarsi in un mondo di bugie che chiamiamo alibi. giustificazioni per spiegare che non siamo esseri umani altruisti, ma egocentrici alla ricerca dell’ennesimo prendere senza dare.

ciò comporta non l’ingegnosità delle persone, ma uno sterile eseguire capace solo di alienare la produttività e la motivazione personale. capace di annullare l’autostima personale e declassarsi al bisogno e non al valore del proprio ruolo per e con gli altri.

l’eseguire non é capitalismo. gli esecutori demotivati non sono l’essenza della prosperità e del cambiamento. troppe volte, l’imprenditore cade in questo tranello del voler continuare a ripetere le stesse azioni nella speranza folle di un risultato migliore e di una motivazione impossibile a manifestarsi.

gli eventi esogeni diventano così le scuse perfette per non intraprendere, per lamentarsi e chiedere motivazione e produttività esterna a chi non la sta ricevendo e, quindi, legittimato a non darle. pensiamo al rapporto nefasto che si crea tra un’impresa che non innova, ma invecchia, e che quindi non dà più eccellenza ed il mercato che non riceve il miglioramento e considera l’organizzazione e la leadership falsa ed inutile e, sensatamente, da rifiutare definitivamente.

ora é più facilmente intuibile come si crea la resistenza al cambiamento nelle organizzazioni e di quanto sia questa la conseguenza del fallimento del progetto sfidante collettivo chiamato impresa.

non si fallisce mai per “cause esterne”, ma sempre e solo per “cause interne” non affrontate con intelligenza per provocare l’intraprendenza al cambiamento delle organizzazioni.

 

 

é questo il vero confronto con la realtà.

é questa l’opportunità che ci dà oggi il mercato nella sua globalità ed evoluzione accelerativa: di essere ancora più intelligenti ed intraprendenti, più competenti alla crescita continua per l’evoluzione sociale ed economica del mercato.

vale.

luis h. dott ferrari blanco hengi president & founder