luis h. dott ferrari blanco hengi president & founder

la produttività, insieme alla motivazione, rappresenta il valore di vertice dell’impresa. i due valori sono l’essenza del ciclo continuo dell’espansione consolidata che rappresenta la sfida contemporanea dell’impresa verso un mercato contemporaneo realmente favorevole per incertezza, impulsività, velocità ed accelerazione.

da sempre,

l’economia si é prodigata di rendere strategica la motivazione delle organizzazioni, in termini di definizione e coinvolgimento alla cultura aziendale e di realizzazione e condivisione delle priorità strategiche sfidanti.l’intelligenza collettiva é il driver umano che sta caratterizzando il successo delle aziende nel contesto mondiale.

come si vede dalla grafica successiva, l’impresa ha successo se la sua motivazione, la sua intelligenza colle
ttiva, si realizza in produttività, in ambizione radicale, che, a sua volta, rigenera ulteriore motivazione e conseguente
nuova produttività e così via, in un ciclo teoricamente illimitato.

analisi strategica grafico 01

ma cos’é la produttività?

  • la quantità:  é la quantità di risultati ottenuti in base alla motivazione. si noti bene, la quantità di risultati, non di azioni, come comunemente si suppone, causando mal comprensioni continue nelle organizzazioni aziendali. se pensiamo alle tre dimensioni dell’universo, rappresenta la “materia”.
  • la qualità: rappresenta il tempo impiegato per ottenere la quantità di risultati. come ben si intuisce, di certo non rappresenta come é fatto il risultato ottenuto. sempre riferendoci alle tre dimensioni dell’universo, essa é
    lo “spazio”.
  • l’intenzione: ossia l’azione dell’intelligenza ambiziosa nel voler crescere la produzione attraverso due decisioni continue:

aumentare la quantità nella qualità, per meglio dire i risultati nell’unità di tempo;

aumentare la qualità nella quantità, per meglio dire abbreviare l’unità di tempo nei risultati.

analisi strategica grafico 02

trasformando tali dati nella realtà d’impresa, é utile la produttività non vederla solo in un’ottica verticale, ma anche in una dimensione orizzontale, come propone il seguente schema:

  • la quantità é l’ordinato aziendale;
  • la qualità é il consegnato aziendale;
  • l’intenzione é l’incassato aziendale;
  • l’innovazione é il controllo dei costi senza compromettere, ma implementare la produttività aziendale.

penso che sia, quest’ultima, una lettura interessante delle produttività.

analisi strategica grafico 03

bene, come anzi dicevo, se per la motivazione si é riusciti ad elaborare una formulazione teorica applicata strategica, per la produttività non é stato così. ogni intenzione di miglioramento della produttività aziendale si é ridotto ad interventi puramente tattici come la lean production, il controllo di gestione, i tentativi di ingegneria gestionale, la speculazione delle varie certificazioni, il six sigma, etc.

sono tutte attività utili di miglioramento e di controllo della produzione, ma nessuna impresa é riuscita a generare la reale ed oggettiva produttività oggettiva dell’organizzazione. chiaramente, ciò compromette continuamente
la motivazione aziendale, generandola in una falsa motivazione che conduce ad una falsa produttività, continuamente migliorata nel migliore dei casi, ma, ripeto, mai ottenuta e, soprattutto, misurata.

cosa s’intende per produttività oggettiva?

la produttività utile ed unica atta ad ottenere nei tempi ordinati la visione sfidante aziendale. non di certo la produttività é semplicemente andare meglio, meno peggio rispetto alle imprese o costare meno.

appare chiaro, che in tale falsa produttività, l’imprenditore trova molto complicato crescere con ordine nel mercato attuale, che invece prevede un approccio strategico sia alla motivazione che alla produttività.

infatti, di fronte alla crescita dell’impresa, lo stress (falsa motivazion e l’incidenza dei costi aziendali associata all’incertezza delle marginalità (falsa produttività) sono conseguenze comuni e ripetute che tendono ad indebolire l’organizzazione interna ed esterna ed il relativo posizionamento nel mercato.

il mercato delle idee, il mercato contemporaneo, obbliga ad un approccio scientifico dell’impresa per realizzare il successo duraturo dell’organizzazione in termini espansione consolidata per la massima utilità ed unicità nel mercato e diventare eticamente ed esteticamente “la più altamente desiderabile”.

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ogni intervento tattico di miglioramento della produzione non conduce mai all’ottenimento della produttività in valore esponenziale. in tale falsa produttività l’organizzazione tende a disintegrarsi, condizionarsi e conformarsi
se non interviene un apporto di ulteriore motivazione da parte della leadership o di indebitamento da parte
esterna (finanziamenti personali, da parte del mercato e bancari).

infatti, l’approccio strategico alla produttività concerne obbligatoriamente la coerenza alla cultura e alla strategia aziendale. la produttività non sono azioni più o meno efficaci, ma decisioni pensate per il profitto, la prospettiva e la prosperità collettiva.

l’intelligenza dell’organizzazione deve realizzarsi in un’ambizione radicale che coinvolge l’atteggiamento delle persone a disciplinare ogni aspetto aziendale, rendendo precise e puntuali le intenzioni a essere migliori tra persone migliori. il processo di produttività rende migliori e produttivi anche i fornitori e il clienti.

ecco perché dicevo che la produttività diventa un progetto collettivo condiviso per creare profitto, ossia benessere per tutti, prosperità e prospettiva aziendale, per il diritto etico dell’impresa al successo nel mercato.

tale processo si capisce meglio rivedendo i 4 drivers di successo aziendale.

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si deduce rapidamente che l’analisi strategica della produttività concerne il dare significato (area dell’intelligenza) ed ordine (area dell’ambizione ai processi aziendali.

i processi aziendali sono l’insieme delle decisioni dell’organizzazione interna ed esterna per ottenere la produttività utile ed unica atta ad ottenere la visione sfidante in coerenza al codice etico aziendale. il mercato delle idee non pretende risultati improvvisati, ma risultati motivati e coerenti alle idee che li hanno pensati, generati e realizzati.

il rischio di un ennesimo mancato approccio strategico e scientifico alla produttività é di improvvisare una “non crescita” dell’organizzazione e di indebolire l’intenzione verso il miglioramento dei risultati desiderati per e con la collettività. la falsa espansione diventa un premonitore pericoloso del fallimento per il peggioramento della qualità di vita delle organizzazioni. il disordine derivato da un’ espansione non ordinata, consolidata, induce al peggioramento della motivazione delle persone e a indebolire il posizionamento dell’impresa nel mercato.

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la mancanza di produttività non rigenera la motivazione collettiva, dapprima, e poi quella individuale scatenando gli atteggiamenti antagonisti alla crescita, quali la resistenza al cambiamento e la tendenza al peggioramento.

come si evince dal seguente schema, che analizza le fasi fondamentali che deve percorrere oggi un’impresa di successo, la produttività sincronizza la strategia alla tattica. senza tale passaggio, l’autofinanziamento per innovare
sempre di più radicalmente l’impresa diventa indebitamento e compromesso alla contemporaneità dell’approccio
verso la decrescita. non é un caso che questo sia un reale problema che affligge le imprese italiane, sempre
più alla ricerca di credito, anziché rivedere l’approccio alla propria produttività per l’ottenimento della visione.

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l’analisi strategica alla produttività verte, innanzitutto, a misurare l’oggettiva produttività in virtù della visione, ossia di chi vuol diventare in termini di massima utilità ed unicità l’organizzazione nel sistema mercato. la produttività si può manifestare in base a 4 stadi differenti che permettono poi una logica sintetica delle decisioni strategiche e tattiche che deve mettere in gioco l’atteggiamento dell’organizzazione.

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