analisi del fallimento

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analisi del fallimento2018-06-07T16:06:42+00:00

finalmente, riesco a dedicarmi all’argomento tanto caro che abbiamo sviluppato lo scorso 18 settembre 2014, durante
lo “hengi leadership event 2014” in hengi house.

ne approfitto per ringraziare tutti coloro che hanno partecipato, amici, clienti, fornitori e collaboratori, i quali hanno fattosì che la giornata fosse un vero momento di vacanza intellettiva di benessere collettivo. trovarsi assieme per pensare e crescere nella leadership e nella scienza d’impresa é sempre una grande opportunità umana di cambiamento per il miglioramento continuo. per tale motivo, desidero abbracciare e ringraziare, ancora una volta, tutti.

il dato stabile che si é evidenziato fondamentale, oggi, innanzi ad un cambiamento così veloce ed inevitabile del pianeta in ordine sociale ed economico, é che decidere una forte visione sfidante e motivante é il valore unico che permette ad un’organizzazione di prosperare.

il leader non ha più altre scelte: o assume il dovere etico di eleggere definitivamente chi vuole essere nel e per il mercato con la propria organizzazione interna (collaboratori) e con la partnership (fornitori e clienti), oppure il conformismo del proprio pensiero e delle proprie azioni lo porta a vivere un “imbarazzante” confronto con la non-realtà.

per essere più chiari, l’impresa, nel suo assieme, non può più permettersi di non essere la più utile ed unica nel proprio riferimento di mercato. non “essere differenza” assume un significato molto pericoloso, di fronte ad una domanda cresciuta nell’approccio a pretendere sempre di più qualificazione nelle proprie scelte, valorizzando, di conseguenza, solo quei sistemi che ne elevano la propria qualità di vita. un’azienda incapace di qualificarsi verso il futuro mira alla conseguenza negativa di non essere più prescelta rispetto alle altre, rimanendo in una condizione di dannosa re-attività e condizionabilità.

infatti, accettare di essere cambiamento particolare nel cambiamento globale significa sostanzialmente accettare la
realtà, poiché il cambiamento é realtà non condizionata e non condizionabile dall’essere umano. l’organizzazione
evidenzia il valore di un confronto continuo col risultato di qualità (di alto valore sociale ed economico) per motivarsi continuamente verso obiettivi sfidanti atti a migliorare il risultato stesso, in una dinamica evolutiva di produttività efficace a realizzare la visione. non è più avere il risultato più vendibile, ma migliorare continuamente il risultato di più alta desiderabilità per la crescita e prosperità collettiva, dal fornitore, al collaboratore e al cliente.

chiaramente, oggi un’impresa non può più improvvisare, talentuosizzare l’espansione propria verso il futuro. la crescita si definisce in un contesto metodico, di perseverante analisi, logica e sintesi verso il confronto motivante e sfidante col risultato di qualità efficace per realizzare, in tendenza continua, la visione.

non conoscere la scientificità dell’espansione consolidata vuole dire, consapevolmente o inconsapevolmente, disastrarsi e distrarsi verso il fallimento. per meglio dire, fallire significa semplicemente e direttamente non realizzare la visione. per molti versi, il fallimento detto é la contro-visione.

l’organizzazione passa per dei cicli continui di espansione e di consolidamento, dove possiamo notare che:

espansione, si può considerare analogamente un consolidamento orizzontale, perché attività strategica ordinata ad
esaltare ciò che l’impresa sa “fare meglio” rispetto al mercato;
consolidamento, si può altresì considerare analogamente un’espansione verticale, perché attività tattica ordinata a
rafforzare ciò che l’impresa “farà meglio” più di tutti rispetto al mercato, per essere considerata TBTB (the best of the best).

il consolidamento permette all’azienda di ricreare nuova espansione per ottenere ulteriore consolidamento, al fine di vivere la crescita come qualità metodica dove, in coerenza alla decisiva e determinante cultura aziendale, il risultato di qualità in divenire, espresso in produttività, diventa competenza realizzabile, trasferibile, replicabile e migliorabile.

quando il leader non evolve il cambiamento attraverso il ciclo dell’espansione consolidata, il rischio del fallimento si tramuta in 2 accezioni molto significative.

1. fallimento veloce: l’azienda, dopo un semi-ciclo di espansione, non realizza l’altro semi-ciclo di consolidamento, degenerando in una crisi irreversibile di fallimento veloce, ove l’organizzazione evidenzia dei “non comportamenti” di
– fuori controllo (mancanza di confronto continuo con la realtà)
– agire senza pensare
– tendenza di esecutori demotivati
– confronto “solo” sulle azioni
– disequilibrio nella quantità ordinata (confusione nel “cosa ottenere” per “cosa fare”)

2. fallimento lento: l’azienda, dopo un semi-ciclo di espansione, realizza anche l’altro semi-ciclo di consolidamento, ma, sulla base di una reale crescita, si auto-referenzia sui qualitativi risultati ottenuti, non rilanciando l’ennesimo semi-ciclo di espansione per ricominciare l’evoluzione per il cambiamento ed in orientamento per la visione. l’abitudine al risultato, senso di onnipotenza manifesto della leadership, corrompendosi nei valori, crea le condizioni nel tempo per giungere al fallimento veloce. in questo caso, l’organizzazione evidenzia dei “falsi comportamenti” di:
– falso controllo (confronto con la “secondo noi” realtà)
– pensare senza agire
– tendenza di “antagonismo” (il fornitore, il leader, il collaboratore ed il cliente sono un problema)
– confronto “solo” sugli obiettivi operativi (e non sfidanti)
– disequilibrio nella qualità ordinata (mancato rispetto dei tempi previsti e concordati)

in entrambi casi, é evidente, l’organizzazione dimentica il coerente orientamento alla visione e decede nel fallimento. in 1,2 anni nel fallimento veloce, in 5,6 anni nel fallimento lento. oggi, molte imprese sembrano “andare bene”, mentre sono ignare che stanno creando sempre di più le condizioni per il fallimento del progetto di crescita chiamato impresa.

la perdita del sogno, per talento o materialismo, e, di conseguenza, della visione, porta allo spegnimento della crescita e del cambiamento per tutti.

vale.

luis h. dott ferrari blanco hengi president & founder